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Fatturazione elettronica · 8 aprile 2026

Controlli automatici sullo SDI: perché nel 2026 gli scarti aumentano

La novità dell'anno non è una legge, è la tecnologia. L'Agenzia delle Entrate ha reso i controlli sulle fatture trasmesse più puntuali: errori che prima passavano, oggi generano uno scarto.

Chi lavora con la fatturazione elettronica ogni giorno lo ha notato: nel 2026 gli scarti dello SDI sono aumentati, pur senza cambiamenti normativi. La ragione è tecnologica. L'Agenzia delle Entrate ha rafforzato i sistemi di verifica automatica delle fatture trasmesse, segnalando con crescente precisione errori formali, codici tecnici mancanti e incongruenze nelle diciture.

Cosa viene controllato di più

  • Coerenza tra natura dell'operazione e aliquota IVA applicata
  • Correttezza dei codici tecnici e dei riferimenti normativi
  • Validità della partita IVA e del codice destinatario
  • Diciture obbligatorie per regimi speciali ed esenzioni

Lo scarto non è una multa, ma un rischio

Una fattura scartata si considera non emessa. Se non la si corregge e ritrasmette in tempo, si scivola nella tardiva fatturazione, con le sanzioni che ne conseguono. Il vero costo dello scarto, quindi, non è il fastidio: è il tempo che passa prima di accorgersene.

Per questo un controllo prima dell'invio vale più di qualsiasi correzione successiva. Sirio Cloud esegue alcune verifiche sui dati della fattura mentre la prepari, così una parte degli errori più comuni si intercetta prima che il documento parta verso lo SDI. Nessun controllo automatico sostituisce del tutto l'attenzione, ma ridurre gli scarti evitabili è già un buon guadagno di tempo.